Attività sportiva dilettantistica: dal 2018 anche come impresa

di 03/04/2018Maggio 13th, 2018Approfondimenti

Fonte: Fiscooggi Rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate
Autore: Gennaro Napolitano

Il legislatore ha voluto così superare l’impostazione tradizionale con l’obiettivo dichiarato di favorire e supportare il processo di sviluppo e ammodernamento dell’intero comparto.

Una delle novità più significative introdotte dalla legge di bilancio 2018 è la possibilità di svolgere l’attività sportiva dilettantistica in forma di impresa (articolo 1, commi da 353a 361).

Più precisamente, il legislatore ha previsto che, a partire da quest’anno, le attività sportive dilettantistiche possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie disciplinate dagli articoli 2247 e seguenti del codice civile.  Di conseguenza, entra nel nostro ordinamento giuridico una nuova figura soggettiva, la società sportiva dilettantistica lucrativa (ssdl), che si aggiunge a quelle già operanti nel settore dello sport dilettantistico e a favore della quale sono previste rilevanti agevolazioni fiscali.

Con il presente contributo, suddiviso in due parti, si intende tracciare un quadro sintetico delle nuove disposizioni, soffermandosi sui diversi profili di disciplina.

La ratio della scelta legislativa

Prima di iniziare l’esame della nuova figura soggettiva, appare utile soffermarsi sulle ragioni di fondo che stanno alla base della nuova disciplina, per meglio coglierne il senso e la portata. Da questo punto di vista è illuminante quanto si legge nella relazione illustrativa. L’impostazione tradizionale, caratterizzata dalla netta separazione tra sport dilettantistico e sport professionistico, ha da sempre riconosciuto al primo natura non profit. Ciò se, da un lato, ha consentito la valorizzazione della funzione sociale e di tutela della salute dello sport amatoriale, dall’altro, oggi “appare anacronistica”. Infatti, è ormai innegabile la rilevanza della “dimensione economica” del settore dell’attività sportiva dilettantistica.

Peraltro, “la pretesa incompatibilità dello sport dilettantistico con l’esercizio di attività d’impresa finalizzata al profitto ha sensibilmente limitato lo sviluppo di un settore con enormi potenzialità di crescita”. Tale assunto, infatti, ha rappresentato un freno agli investimenti privati, ripercuotendo i suoi effetti negativi
anche sulle condizioni di lavoro di tutti coloro che operano all’interno del comparto. Infine, sottolinea la relazione illustrativa, il “presupposto errato” secondo cui non è possibile fare impresa nell’ambito dello sport dilettantistico “ha avuto ricadute negative anche per la finanza pubblica”. A fronte della defiscalizzazione prevista dal combinato disposto della legge 398/1991 e dell’articolo 90, legge 289/2002, ogni anno si registra un notevole mancato gettito per le casse dell’Erario; gettito che, invece, potrebbe essere garantito dalla tassazione del settore.
Pertanto, la scelta di rendere possibile lo svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica anche in forma di impresa risponde alla logica di favorire il “processo di ammodernamento” dell’intero comparto. In definitiva, sottolinea la relazione illustrativa, “l’introduzione della società sportiva dilettantistica lucrativa consentirà all’ordinamento di fare ordine nel settore del dilettantismo sportivo, prendendo atto di un processo evolutivo che ha condotto una parte consistente di esso al di fuori della dimensione amatoriale.
D’altro canto, ne usciranno fortemente valorizzati anche quegli enti che continuano a ispirare la propria attività a logiche di inclusione più che a quelle del risultato: essi rappresenteranno, infatti, un mondo omogeneo e potranno accedere con maggior facilità al mondo del Terzo settore, senza vedersi opporre
le attuali resistenze”.

Gli schemi societari utilizzabili (articolo 1, comma 353, legge 205/2017)

A partire da quest’anno, quindi, le attività sportive dilettantistiche possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie previste e disciplinate dal Titolo V del Libro quinto del codice civile (articoli 2247 e seguenti), vale a dire: società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata.

Finora, l’attività sportiva dilettantistica poteva essere esercitata secondo uno degli schemi indicati dall’articolo 90, comma 17, legge 289/2002 (legge finanziaria 2003), e cioè:

  • associazione sportiva priva di personalità giuridica
  • associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato
  • società sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo le disposizioni vigenti, a eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro (società sportiva di capitali dilettantistica senza scopo di lucro).

I requisiti statutari (articolo 1, comma 354, legge 205/2017)

Il legislatore ha fissato il contenuto minimo degli statuti delle ssdl con l’obiettivo di garantire, anche nell’ambito delle nuove modalità di svolgimento dello sport dilettantistico, la tutela dei valori di inclusione sociale e di tutela della salute propri dello sport in generale e di quello amatoriale in particolare.
È espressamente previsto, infatti, che a pena di nullità, lo statuto delle società sportive dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere:

  • nella denominazione o ragione sociale, la dicitura “società sportiva dilettantistica lucrativa”
  • nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche
  • il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla stessa federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina
  • l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un direttore tecnico che sia in possesso del diploma Isef o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.

Agevolazioni

A favore delle neonate società sportive dilettantistiche lucrative sono previste rilevanti agevolazioni fiscali in materia Ires e Iva. Particolare attenzione, inoltre, viene riservata al lavoro svolto al loro interno.

Ires (articolo 1, comma 355, legge 205/2017)

Innanzitutto, il legislatore stabilisce che nei confronti delle società sportive dilettantistiche lucrative l’Ires è ridotta alla metà (quindi dal 24% al 12%), a patto che le stesse siano riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni).
L’agevolazione, peraltro, si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti “de minimis” (regolamento (Ue) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, il cui articolo 3 prevede che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi da uno Stato membro a un’impresa unica non può superare 200mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari).
Come si legge nella relazione illustrativa della legge di bilancio, “questa disposizione segna la cifra essenziale della riforma: se a fronte della possibilità di far lucro si introduce per la prima volta un prelievo fiscale anche sull’attività istituzionale delle società sportive dilettantistiche, i (…) benefici che lo sport produce sul piano sociale e della salute giustificano il riconoscimento dell’anzidetto parziale regime di favore”.

Iva (articolo 1, comma 357, legge 205/2017)

Anche in materia di imposta sul valore aggiunto le ssdl sono destinatarie di una specifica norma di favore. Infatti, si prevede l’applicazione dell’aliquota del 10% ai servizi di carattere sportivo resi dalle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società (numero 123- quater, Tabella A, Parte III, Dpr 633/1972).
Anche questa agevolazione è subordinata al riconoscimento sportivo della società da parte del Comitato olimpico nazionale.

Le collaborazioni all’interno delle ssdl (articolo 1, commi 356, 358, 359, 360, legge 205/2017)

Particolare attenzione viene riservata, inoltre, alla disciplina del lavoro svolto all’interno delle società sportive dilettantistiche lucrative.
Innanzitutto, il legislatore interviene sulla disciplina dei contratti di lavoro e sulla nuova normativa in tema di mansioni dettata dal Dlgs 81/2015, il cui articolo 2 (Collaborazioni organizzate dal committente) stabilisce, al comma 1, che, a partire dal 1° gennaio 2016, “si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.
Il successivo comma 2 contiene l’elenco delle ipotesi a cui la disposizione precedente non si applica, tra le quali rientrano le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, come individuati e disciplinati dall’articolo 90 della legge 289/2002.

Orbene, il comma 356 della legge di bilancio 2018 aggiunge all’elenco anche le collaborazioni rese a fini  istituzionali in favore delle neonate delle società sportive dilettantistiche lucrative. Anche a queste collaborazioni, pertanto, non si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato.

Non a caso, il successivo comma 358 precisa che tali prestazioni costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Tuttavia, rispetto a questo profilo, la disposizione attribuisce al Coni una decisiva funzione ermeneutica: esso, infatti, è chiamato, con propri atti di indirizzo interpretativo e applicativo, a individuare le prestazioni rese a fini istituzionali a favore delle società sportive dilettantistiche lucrative (nonché delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche non lucrative) che costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Quanto al trattamento fiscale, il comma 359 prevede che:

  • i compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro riconosciute dal Coni costituiscono redditi diversi (ex articolo 67, comma 1, lettera m, Tuir)
  • i compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ex articolo 50, Tuir).

In tal modo, il legislatore differenzia il regime fiscale delle collaborazioni in base alla natura non lucrativa o lucrativa del soggetto committente.

Sul versante previdenziale, il comma 360 stabilisce che i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera in favore delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni sono iscritti, ai fini dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, al fondo pensioni lavoratori dello
spettacolo istituito presso l’Inps.

Inoltre, per i primi cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio (quindi a partire dal 2018), la contribuzione al predetto fondo pensioni è dovuta nei limiti del 50% del compenso spettante al collaboratore e l‘imponibile pensionistico è ridotto in misura equivalente.

Infine, si prevede che nei confronti dei collaboratori non operano forme di assicurazione diverse da quella per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.