Gli Enti di Promozione Sportiva nascono nel dopoguerra come emanazioni di alcuni partiti politici volti a favorire l’aggregazione dei giovani al fine di avviarli verso una promozione e sviluppo della loro personalità sul piano psicofisico.

La loro costante penetrazione nel tessuto sociale ed il particolare impegno organizzativo profuso, non mancò di attrarre l’attenzione del CONI, il quale, consapevole del loro successo qualitativo e quantitativo, si attivò per attrarre il movimento degli Enti all’interno dell’ordinamento sportivo italiano.

A seguito di delibera del Consiglio Nazionale del CONI del 21 giugno 1986 avvenne il riconoscimento degli Enti di Promozione Sportiva, i quali così entrarono ufficialmente a far parte del mondo sportivo italiano.

L’operatività svolta dagli Enti era la promozione e divulgazione dell’attività motoria e sportiva amatoriale, essi rispondevano alla necessità di coniugare le attività ricreative, formative e sociali con quelle sportive amatoriali.

La sostanziale differenziazione degli Enti di Promozione Sportiva rispetto alle Discipline Sportive Associate consiste nel fatto che essi svolgono attività di promozione e propaganda di discipline già organizzate e gestite dalle Federazioni Sportive Nazionali, verso le quali avrebbero dovuto differenziarsi per la preclusione allo svolgimento di attività a livello agonistico.

Tale preclusione si dimostrò, per ragioni oggettive, impercorribile, tant’è che il CONI inserì nel proprio statuto la clausola che:

Possono essere stipulate apposite convenzioni tra Federazioni sportive nazionali o Discipline sportive associate ed Enti di promozione sportiva per il miglior raggiungimento delle rispettive finalità

Gli Enti di Promozione Sportiva hanno trovato il definitivo assetto normativo con la riforma Melandri e, successivamente, con il decreto Pescante, trovando, in questo modo, adeguato collocamento nell’ordinamento sportivo italiano.

Lo statuto del CONI prevede che “Sono Enti di promozione sportiva le associazioni riconosciute dal CONI, a livello nazionale o regionale, che hanno per fine istituzionale la promozione e la organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ricreative e formative, e che svolgono le loro funzioni nel rispetto dei principi, delle regole e delle competenze del CONI, delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate”.

Gli Enti di Promozione Sportiva sono costituiti ai fini sportivi da società e associazioni sportive e, dove previsto dai rispettivi statuti, anche da singoli tesserati.

Gli statuti, in armonia con i principi fondamentali del CONI, devono stabilire l’assenza di fini di lucro e garantire l’osservanza del principio di democrazia interna e di pari opportunità.

È  la Giunta Nazionale, nell’approvare, ai fini sportivi, lo Statuto degli Enti di Promozione Sportiva che ne valuta la conformità alla legge, allo Statuto del CONI ed ai Principi fondamentali del Consiglio Nazionale.

Gli Enti di Promozione Sportiva sono sottoposti al controllo del CONI secondo i criteri e le modalità stabilite dal Consiglio Nazionale. Al fine del riconoscimento da parte del Consiglio Nazionale, gli statuti devono rispettare specifici requisiti.

Per quanto riguarda le risorse finanziarie degli Enti di promozione sportiva, oltre alle entrate proprie previste dallo statuto, ricevono annualmente un contributo da parte del CONI, con riferimento alla consistenza organizzativa e all’attività svolta.