domande generali

Domande generali

Quali sono le forme giuridiche ammesse per la costituzione di un ente sportivo dilettantistico?

Ai sensi dell’articolo 90, comma 17, della Legge 289 del 2002, gli enti sportivi possono assumere una delle seguenti forme giuridiche:

  • associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile;
  • associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361;
  • società sportiva di capitali o cooperativa.

La registrazione dello statuto di un’associazione sportiva dilettantistica è obbligatoria?

La costituzione dell’associazione sportiva dilettantistica può avvenire per atto pubblico, scrittura privata con firme autenticate o scrittura privata registrata.

Per la costituzione delle società sportive di capitali e delle società cooperative senza scopo di lucro è previsto invece l’obbligo dell’atto pubblico.

Può un amministratore di un’associazione sportiva dilettantistica far parte del consiglio direttivo di altra associazione?

Per le associazioni e società sportive dilettantistiche è previsto, ai sensi dell’art. 90 comma 18 bis della legge 289/2002:

“il divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società o associazioni sportive dilettantistiche che operino nell’ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata, se riconosciuta dal Coni, ovvero nell’ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva.”

Quali sono i libri sociali obbligatori che un’associazione deve tenere?

La tenuta dei libri sociali nelle associazioni non riconosciute non è un obbligo di legge, ma corrisponde ad una generale esigenza di corretta e trasparente gestione dell’associazione.

Di conseguenza, per una tutela ai fini probatori ed una corretta e trasparente gestione amministrativa, è consigliabile la tenuta dei seguenti libri sociali:

  • libro dei soci: dove annotare cronologicamente i soci, anche minorenni, eventuali recessi o esclusioni. La corretta tenuta di questo libro è uno strumento che dà la certezza della sussistenza del vincolo associativo.
  • libro verbali delle assemblee dei soci: libro in cui vengono verbalizzate tutte le delibere assembleari, siano esse ordinarie o straordinarie.
  • libro verbali del consiglio direttivo: libro in cui vengono annotate tutte le delibere del consiglio direttivo con particolare riguardo a quelle che comportano impegni economici e organizzativi da parte dell’associazione.
  • libro verbali dei revisori (ove sia nominato): qualora lo statuto preveda un organo di revisione dei conti è necessario tenere il libro contenente i verbali di tutte le ispezioni ed i controlli effettuati dai revisori.

Per una corretta tenuta dei libri non è necessaria la vidimazione e la bollatura iniziale, ma occorre che le pagine siano numerate e i verbali siano inseriti in ordine cronologico.

Cosa comporta la mancata previsione della quota associativa in una associazione sportiva dilettantistica?

Lo statuto è arbitro sulle interpretazioni degli aspetti operativi di una associazione. Fatta questa premessa, tecnicamente l’assemblea dei soci o il consiglio direttivo potrebbe non prevedere il versamento di una quota associativa, o prevedere il versamento di una quota simbolica. Tuttavia queste fattispecie, seppur corrette, risultano essere anomale, in quanto un’associazione sportiva dilettantistica normalmente considera le entrate derivanti dalle quote associative un’importante fonte di finanziamento.

È possibile rateizzare la quota annuale di frequenza ai corsi organizzati da un’associazione sportiva dilettantistica?

La rateizzazione della quota annuale di frequenza è possibile, a patto che il limite di incasso in contanti non superi euro 1.000,00, come previsto dalle norme attualmente in vigore.

C’è un limite di tempo per la conservazione degli archivi e delle schede di adesione a socio delle associazioni sportive dilettantistiche?

Il codice civile prevede che la documentazione dell’associazione sia conservata per dieci anni.

Si possono prevedere quote associative e quote di frequenza delle attività di un’associazione sportiva dilettantistica differenziate?

Sì. Possono essere previste quote differenziate sia nell’uno che nell’altro caso. Per la quota associativa, l’assemblea o il consiglio direttivo, possono stabilire quote di adesione a socio differenziate, tuttavia tali deliberazioni devono essere motivate, nel rispetto del principio della democraticità. Per quanto concerne i servizi offerti dall’associazione, è abbastanza frequente che vengano stabilite quote differenziate, in considerazione dei differenti servizi offerti.

È necessario un documento che attesti l’erogazione di un compenso ad un atleta?

All’atto di ogni pagamento, chi riceve un compenso per attività sportiva è tenuto a rilasciare una autocertificazione, in forma libera, al soggetto che ha erogato le somme. Lo sportivo, pertanto, dovrà dichiarare se, nel corso del periodo di imposta, ha percepito dallo stesso o da altri soggetti compensi della stessa natura ed in che misura. Questa dichiarazione consente al soggetto che ha erogato le somme di tenere un corretto comportamento fiscale. In particolare, se le somme percepite hanno superato il limite di 7.500 euro, il soggetto erogante dovrà effettuare le trattenute fiscali sull’eccedenza previste dalla legge.

domande tecniche

Domande tecniche

Un’associazione che ha optato per la Legge 398 del 1991 è tenuta all'invio telematico dello spesometro?

L’articolo 21 del D.L 78/2010, e successive modificazioni ed integrazioni, dispone l’obbligo della comunicazione dei dati fatture, per i soggetti in regime Legge 398/91, in riferimento alle operazioni commerciali effettuate.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 7 febbraio 2017 in merito ha precisato che:

“Il regime forfettario previsto dalla legge n. 398/91 può essere applicato dalle associazioni sportive dilettantistiche e da quelle assimilate.

Ai fini della comunicazione dei dati delle fatture, per le attività rientranti nel regime agevolato (sia istituzionali che commerciali), tali soggetti:

  • devono trasmettere i dati delle fatture emesse,
  • non devono trasmettere i dati delle fatture ricevute perché, per queste ultime, sono esonerati dall’obbligo della registrazione.”

Di conseguenza, gli unici dati da trasmettere sono quelli relativi alle fatture emesse.

Una società sportiva dilettantistica in Legge 398 è obbligata all’invio dello spesometro?

Come per le associazioni sportive dilettantistiche anche i soggetti ad essa assimilati, come le società di capitali sportive dilettantistiche (società a responsabilità limitata, società cooperative, società per azioni, società in accomandita per azioni) che hanno optato per il regime agevolato di cui alla Legge 398 del 1991 sono tenute all’invio telematico dei dati fatture (cd. spesometro) di cui all’articolo 21 del DL 78/2010, in relazione tuttavia alle sole fatture attive, come precisato della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 7 febbraio 2017.

 

Quali sono gli adempimenti per i soggetti che hanno optato per la Legge 398 del 1991?

Gli Enti che accedono al regime fiscale della legge 398/91 sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili, dall’emissione delle fatture e degli scontrini e/o ricevute fiscali (tranne che in determinati casi) e dalla presentazione della dichiarazione Iva.

Sono invece tenuti a:

– conservare copia della documentazione relativa a incassi e pagamenti;

– numerare progressivamente e conservare le fatture di acquisto e le fatture eventualmente emesse;

– annotare, anche con un’unica registrazione, i corrispettivi e gli altri proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento, su un prospetto riepilogativo, opportunamente integrato, conforme a quello approvato con D.M. dell’11 febbraio 1997;

– annotare distintamente, nello stesso registro, i proventi che non concorrono a formare reddito imponibile fino a 51.645,69 euro, le plusvalenze patrimoniali e le operazioni intracomunitarie;

– fatturare le prestazioni di sponsorizzazione, le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e trasmissione radiofonica e le prestazioni pubblicitarie;

– effettuare gli ordinari adempimenti previsti per eventuali acquisti intracomunitari;

– procedere alla liquidazione e al versamento dell’Iva entro il termine di liquidazione trimestrale;

– presentare il Modello Unico Enti non commerciali e il modello IRAP;

– emettere titoli di accesso da appositi misuratori fiscali per le attività spettacolistiche diverse dalle manifestazioni sportive dilettantistiche; per le manifestazioni sportive dilettantistiche è consentito utilizzare titoli di ingresso o abbonamenti provvisti di contrassegno SIAE in alternativa ai titoli di accesso emessi tramite misuratore fiscale;

– rispettare le prescrizioni sulla tracciabilità dei pagamenti: i pagamenti effettuati o ricevuti devono essere eseguiti tramite strumenti tracciabili se di importo superiore a 1.000 euro (il limite è stato innalzato dal 1° gennaio 2015, in precedenza era di 516,46 euro).

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