La riforma del terzo settore

La riforma del Terzo Settore è molto complessa. Già nella pubblicazione delle Linee Guida, l’obiettivo appariva ambizioso: superare le vecchie dicotomie tra pubblico/privato e Stato/mercato, e passare da un ordine civile bipolare a un assetto partecipato tripolare”.

Ambizioso ma interessante: si stava profilando una opportunità differente. Non più un approccio di sussidiarietà, ma un Welfare partecipativo e partecipato, in cui il Terzo Settore ottenesse un riconoscimento di funzione pubblica, sociale e anche economica. Tutto questo dopo anni di incertezze, di tagli, di restrizioni dei luoghi di partecipazione e di contraddizioni normative.

Ora i dubbi potrebbero emergere su cosa si intende per promozione dell’economia civile e sulle specifiche del riconoscimento della valenza sociale e della funzione pubblica del Terzo Settore.

Quale identità per il Terzo Settore?

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