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Minori e partecipazione alla vita associativa

di 25/01/2018Gennaio 28th, 2018Legale

La normativa di diritto comune prevede che entrambi i genitori abbiano la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo nei confronti del figlio.

L’art. 320 c.c. prevede che i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, rappresentino i figli fino alla maggiore età o all’emancipazione in tutti gli atti civili e ne amministrino i beni.

Gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore.

Di conseguenza, è sulla base di tali principi che dovrà essere regolata l’attività e l’esercizio di diritti anche all’interno dell’associazione sportiva nei confronti dei soci/tesserati minorenni.

Al riguardo, per esempio, in caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà parentale.

Di conseguenza, è sulla base di tali principi che dovrà essere regolata l’attività e l’esercizio di diritti anche all’interno dell’associazione sportiva nei confronti dei soci/tesserati minorenni.

Con riferimento alla rappresentanza negoziale, la riferibilità al minore del contratto stipulato dal genitore non è esclusa dal difetto di una espressa spendita del nome del rappresentato, analogamente a quanto accade per la rappresentanza ordinaria.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, tuttavia, essa deve essere negata quando il contratto stesso sia nullo per frode alla legge, ovvero contrario a norme imperative (come quelle dettate dall’art. 320 a tutela degli interessi del minore), tenuto conto della applicabilità, anche nella rappresentanza legale, del principio generale dell’art. 1388, in tema di efficacia del negozio nei confronti del rappresentato a condizione che il rappresentante abbia agito nei limiti delle facoltà attribuitegli.

Se ne è così tratta la conseguenza che il legale rappresentante è legittimato passivamente sia nell’azione risarcitoria avanzata dall’altro contraente ex art. 1398, sia nell’azione di ripetizione dell’indebito che quest’ultimo esperisca per far valere gli effetti restitutori della suddetta nullità, ove l’azione di risarcimento gli sia preclusa data la sua volontaria e cosciente partecipazione alla illiceità del negozio (C. 5371/1987).

Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.

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