Sport dilettantistico e agevolazioni fiscali. Pubblicata la Circolare N°18/E che fa chiarezza

di 01/08/2018 Settembre 4th, 2018 Ordinamento sportivo

Con la Circolare n°18/E di oggi, 1° agosto 2018, l’Agenzia delle Entrate chiarisce gli elementi incerti emersi dal Tavolo tecnico in collaborazione con il CONI, e risponde alle domande in materia di agevolazioni fiscali e sport dilettantistico.

Primo dubbio sciolto per le società sportive dilettantistiche che non hanno presentato la comunicazione obbligatoria alla SIAE. Infatti , nel caso in cui le stesse abbiano attuato un comportamento concludente, e comunicato alla agenzia delle entrate di volersi avvalere del regime agevolato previsto dalla legge n. 398/1991, non rischiano l’esclusione. La mancata comunicazione alla SIAE, obbligatoria per legge, resta comunque soggetta alla sanzione prevista dall’articolo 11 del Dlgs n. 471/1997.

Ma quali sono i punti fondamentali della Circolare?

In primo piano i regimi agevolati previsti per lo sport dilettantistico, nel tentativo di fare chiarezza su alcune questioni fiscali di interesse degli enti sportivi dilettantistici non lucrativi (previsioni agevolative contenute nella legge n. 398/1991 e nel Testo unico delle imposte sui redditi, TUIR). Si mette un punto certo anche sull’ambito applicativo dell’esenzione dall’imposta di bollo prevista per alcuni atti delle Federazioni sportive e degli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.

Altro obiettivo del documento è quello di tracciare i confini della legge n. 398/1991. In questo senso le attività commerciali che rientrano nel regime forfetario previsto dalla legge n. 398/1991 sono solo quelle “connesse agli scopi istituzionali” dell’associazione o società sportiva dilettantistica senza scopo di lucro. Lo scopo quindi si conferma punto centrale, nel comunicato stampa emesso oggi dalle Entrate, infatti, si legge: “In ogni caso l’Agenzia sottolinea che restano escluse da questo regime le cessioni di beni o la prestazione di servizi effettuate adottando forme organizzative tali da creare concorrenza con gli altri operatori di mercato (ad es. avvalendosi di strumenti pubblicitari o comunque di diffusione di informazioni a soggetti terzi o di altri strumenti propri degli operatori di mercato).”

Chiarimenti anche sulla cessione di atleti senza finalità speculative: in generale le cessioni verso corrispettivo di atleti restano nel regime agevolato previsto dall’art. 148, comma 3, del Tuir. Ma anche in questo caso il punto centrale si conferma la finalità. In sintesi sono legate alla “ diretta attuazione degli scopi istituzionali tra associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro che fanno parte di un’unica Federazione Sportiva.

Cosa accade quindi in caso di cessione di un giocatore tra queste categorie di enti che costituisce un trasferimento meramente speculativo?

Si applicano le regole generali di tassazione se la cessione di un giocatore tra queste categorie di enti costituisce un trasferimento meramente speculativo. L’ esempio chiarificatore è quello in cui il diritto alla prestazione sportiva sia stato acquistato e immediatamente rivenduto senza che l’atleta sia stato coinvolto dall’ente nella pratica sportiva dilettantistica.

L’agenzia precisa nel comunicato che “la cessione risulterà tassabile secondo le regole generali anche nel caso in cui la destinataria non è un’altra associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro affiliata alla stessa Federazione Sportiva della cedente.”

Molta incertezza e preoccupazione avevano destato anche i pagamenti in contanti delle quote di iscrizione ai corsi e di tesseramento. In linea generale le quote vengono poi versate sul conto corrente dall’associazione o società sportiva dilettantistica, con un versamento cumulativo di importo pari o superiore al limite di tracciabilità dei pagamenti e dei versamenti di 1.000 euro (legge 398/1991).

In questo caso per rispettare l’obbligo di tracciabilità, l’Ente “dovrà rilasciare una quietanza per ogni singola quota di iscrizione, conservarne una copia e annotare in un registro i dati relativi ai soggetti che hanno effettuato i versamenti, gli importi incassati e gli importi pagati.”

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