Spesometro: rinvio al 30 Aprile

di 14/02/2019 Febbraio 17th, 2019 Scadenze

Prorogati i termini per la presentazione dello spesometro 2° semestre 2018, che passano dal 28 febbraio al 30 aprile 2019. Ad annunciare la decisione di “slittare” le tempistiche il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci. Molti operatori di settore, hanno infatti “lamentato” la difficoltà nel far fronte alla concomitanza di più scadenze fiscali, e per questo motivo, all’interno di un tavolo tecnico è emersa la decisione di prorogare la scadenza, rimandando ad un D.P.C.M. l’ufficializzazione della proroga.

Ma quali sono i soggetti interessati a questo adempimento? 

I Soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta.

Nel caso specifico delle ASD:

Soggetti obbligati 

ASD titolari di partita IVA devono inviare la comunicazione solo per le operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali  comprese quelle in regime forfetario legge 398/91.

Soggetti esclusi 

Le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono esclusivamente attività istituzionale e come tali non hanno la Partita Iva ma solo il codice fiscale.

Cosa va comunicato?

Vanno comunicate con riferimento al secondo semestre 2018:

  • le operazioni effettuate per le quali è stata emessa fattura indipendentemente dall’importo fatturato;
  • le operazioni ricevute da parte di soggetti titolari di partita Iva (ad es fornitori) per acquisti fatti nell’esercizio di impresa le note di variazione.

Non vanno comunicate:

  •  entrate c.d. “istituzionali” quali le quote associative e i corrispettivi specifici ex art 148 3° comma TUIR;
  • le fatture ricevute per acquisti inerenti alla sfera istituzionale.

Le ASD in regime fiscale Legge 398: non devono inserire i dati delle fatture ricevute

Il “nuovo” articolo 21 del D. L. 78/2010 così come modificato dall’articolo 4 del D. L. 193/2016 dispone infatti che l’obbligo di comunicazione, “in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, … [dei] dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate”.

Quindi a partire dal 1 gennaio 2017, i soggetti in “Regime 398”, non tenuti alla registrazione delle fatture di acquisto non dovranno più includere queste fatture nello spesometro.

La Circolare 1 del 7/2/2017 conferma questa interpretazione stabilendo che i soggetti in “Regime 398” “non devono trasmettere i dati delle fatture ricevute perché, per queste ultime, sono esonerati dall’obbligo di registrazione”.

La comunicazione in dettaglio

I dati da comunicare sono quelli da riportare obbligatoriamente nelle singole fatture ai sensi dell’art.21 del dpr n. 633/1972

La comunicazione, compilata “voce per voce”, dovrà contenere le seguenti informazioni:

  1. i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  2. la data ed il numero della fattura;
  3. la base imponibile;
  4. l’aliquota applicata;
  5. l’imposta;
  6. la tipologia dell’operazione.

Sono escluse dall’obbligo di comunicazione:

  • fatture elettroniche emesse alla pubblica amministrazione (i dati da fatturazione elettronica sono già in possesso dell’Agenzia delle Entrate)
  • ogni altro incasso/pagamento non documentato da fattura

Modalità di invio

La comunicazione va trasmessa esclusivamente in via telematica:

  • direttamente dal contribuente
  • tramite un intermediario abilitato

Sanzioni e ravvedimento operoso

Il mancato o errato invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute comporta una sanzione di 2 Euro per ciascuna fattura, con un massimo di 1.000 Euro a trimestre (art. 11 comma 2 bis del d.lgs. 471/1997, Risoluzione 104/E del 28.07.2017).

È prevista una riduzione del 50% della medesima sanzione, entro limite massimo di Euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ordinaria, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

È possibile, comunque, applicare l’istituto del ravvedimento operoso alle sanzioni per omessa/errata trasmissione dati fatture emesse/ricevute (ex Spesometro) tenendo conto della correlazione con la scadenza di presentazione della dichiarazione annuale IVA fissata al 30 aprile di ogni anno.
Il ravvedimento è possibile solo se la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture si applicano le regole ordinarie. Ne discende che la violazione può essere regolarizzata inviando la comunicazione e applicando alla sanzione le riduzioni previste dalle norme sul ravvedimento operoso, a seconda del momento in cui interviene il versamento.

Come si riduce la sanzione con il “ravvedimento”:

Sanzione ridotta da RavvedimentoSe il versamento avviene
1/9 del minimoentro 90 giorni dall’omissione o dall’errore, Anno n
1/8 del minimoentro 30 Aprile anno n +1, dall’omissione o dall’errore
1/7 del minimoentro 30 Aprile anno n +2, dall’omissione o dall’errore
1/6 del minimoentro 30 Aprile anno n +6, dall’omissione o dall’errore
1/5 del minimofino alla notifica dell’atto impositivo

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